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giovedì, maggio 28, 2009
 
Tronisti o rintronati?



La cifra sociale e, diciamolo, culturale di un paese, si vede a volte anche da piccole cose.
Ieri ero in albergo a Varsavia, e nella mia camera c'era un megatelevisore che permetteva di sintonizzarsi su alcuni canali europei, tra cui anche Rai 1, canale che, premetto, non vedevo molto nemmeno quando ero in Italia e che ora tendo ad ignorare, anche se all'estero è quello più propinato, soprattutto se vi trovate in alberghi, navi eccetera.

Mi vedo il notiziario della BBC e quello su France 5, non disdegnando nemmeno la tv spagnola, che capisco meglio grazie alla lingua simile. Poi, al momento di farmi la barba, per sentire voci "amiche", metto su Rai 1.

Dal bagno sento (o credo di sentire) che la trasmissione in corso parla dell'ignoranza dei "cronisti". Era ora che se ne parlasse, ma trovo molto strano che i giornalisti, addirittura della Rai, mettano così in pubblico le proprie magagne. Poi capisco meglio e scopro che non di "cronisti" si tratta, bensì di "tronisti", categoria che a quanto pare, in Italia, è considerata degna di discussioni e dibattiti (a quando la richiesta di un albo dei?).

Mi affretto a cambiare canale, con la faccia mezza rasata e mezza no, ma era urgente non sentire più altro.



Penso che inizierò una crociata per far sì che a rappresentarci televisivamente all'estero sia Rainews24 (l'unico canale italiano che seguo da anni) e non la Rai1. Chi mi ama, mi segua.

così parlò groucho | 20:12 | commenti


martedì, ottobre 14, 2008
 

L'alba di Socrate

Non c’è niente da fare. Quando mi capita di svegliarmi intorno alle 5-6 di mattina non riesco più a prendere sonno. Tanto vale alzarsi alla tenue luce dell’aurora e iniziare il rituale che contraddistingue ogni giornata: lavarsi, vestirsi, il caffè. L’alba però non merita di essere trattata come un’ora qualsiasi. Decido perciò di uscire. Il cielo di Atene promette azzurro come sempre, e l’aria fresca e pulita delle prime luci del giorno è qualcosa di così raro e prezioso, in una metropoli asfissiata dal caldo e dallo smog, che la sveglia anticipata si rivela l’unica occasione per scoprire una città diversa da quella che cammino quotidianamente. Eccomi quindi a passeggiare sotto il cielo rosato dell’alba con il naso all’insù, alle insegne ancora spente di negozi, botteghe, farmacie in un’Atene moderna che apparentemente ha ormai poco o niente a che fare con quella di Pericle. Non è però difficile trovare l’insegna di un macellaio che si chiama Achille, o un gommista di nome Odisseo. Ma niente cavalli di Troia o natali semidivini. Solo nomi. Capaci però ancora di emanare un alone fascinoso e di far riecheggiare per un attimo il vociare concitato durante le assemblee della prima democrazia che il mondo abbia mai conosciuto, il polveroso tramestio di sandali e tuniche, gli applausi del pubblico alla prima dell’Antigone di Sofocle. Non è però gli edifici che bisogna interrogare, ma le colline tutt’intorno Atene; osservandole, mi è possibile tornare indietro nel tempo e, in quest’alba insonne, trastullarmi con l’idea che più di 2000 anni fa anche Platone, o Aristotele, avranno visto il profilo dell’Imetto appena sfiorato dai primi raggi di sole e sentito il canto delle cicale alzarsi e diffondersi a poco a poco. Chissà, forse l’ultima alba di Socrate prima di bere la cicuta fu così, un addio a colori e a suoni tanto familiari e banalmente quotidiani da sembrare ora commoventi, unici.

L’alba di Socrate si ripete ogni giorno, da millenni. Basta saperlo, e assaporarla.

Questo racconto è stato inserito nell'e-book realizzato da Rizzoli (e scaricabile qui) che contiene i 240 racconti più votati nell'ambito dell'iniziativa "Italians, una giornata nel mondo". Grazie a tutti coloro che mi hanno supportato.


così parlò groucho | 13:38 | commenti (1)


lunedì, agosto 25, 2008
 

I cattivi passano di moda

E' da un po' che mi chiedo: ma che fine ha fatto il "cattivo musulmano"? No, dico, fino a poco tempo fa, era pieno di cattivi musulmani in giro: non solo erano terroristi, ma pretendevano di imporre la legge coranica nel nostro Paese avanzato civile e superiore, eh mica si scherzava. Erano proprio cattivi, nonché ovviamente abbastanza sporchi e perlopiù brutti. Lo diceva anche la Fallaci, mica solo Borghezio. Però adesso la Fallaci ci rimarebbe male, perché i cattivi musulmani sono passati di moda. Ora la collezione autunno-inverno 2008-09 (e del resto anche da alcune stagioni) prevede la moda del rumeno, con la variazione del Rom, per comunque per alcuni è la stessa cosa, anche per assonanza. I rumeni rubano, violentano le donne, guidano ubriachi ammazzando chi sta sulla loro strada e "non gli puoi manco dire niente perché adesso sono pure europei".  Gli zingari (o Rom, che non è la stessa cosa, ma si sa, in questi casi non si guarda troppo per il sottile), invece, rapiscono bambini e vivono come animali in posti che nemmeno il mio cane. Insomma, fatto sta che del cattivo musulmano nemmeno più un trafiletto nelle pagine della cronaca locale. Che umiliazione, per uno abituato alle prime pagine, ai titoli a quattro colonne, alla ribalta internazionale.

Caro mio cattivo musulmano, non fai più notizia, quando massacri i tuoi simili, a decine, centinaia alla settimana a Kabul o a Baghdad. Per essere cattivo, cattivo davvero, devi come minimo derubare un civilizzato. Allora almeno una menzione te la meriteresti, nei nostri simpatici giornali. Anche se comunque ormai il tuo periodo d'oro sembra passato, i cattivi passano di moda come le giacche con spalle rinforzate, gloria degli anni 80 poi passate nel dimenticatoio.

Ora ti fai anche rubare il mestiere dagli altri, come puoi vedere qui. Pure gli Indù sono diventati integralisti, e danno fuoco non a bandiere danesi, ma a cristiani veri e propri. Guarda che tra poco davvero non sarai più nella lista dei cattivi, e perderai ragione d'essere. Insomma, di un musulmano buono a chi frega? Sai bene come si ragiona nel nostro Occidente superiore, civilizzato e acculturato, no? 

 

 

 


così parlò groucho | 23:25 | commenti


venerdì, maggio 16, 2008
 

L'umanità ha più bisogno di uomini buoni che di uomini grandi

E' una frase di Donizetti, tratta da una lettera che scrisse ad un suo amico. L'ho trovata per caso e mi è sembrata non solo estremamente giusta, ma anche di quelle che, purtroppo, sono sempre attuali.

Inutile dire che, come spesso accade in questi casi, sia totalmente utopica.


così parlò groucho | 11:39 | commenti


lunedì, aprile 14, 2008
 

Viva l'Italia

Da domani l'Italia sarà rappresentata da gente come lui. Per fortuna che vivo all'estero. Il prossimo passo è cambiare nazionalità. E ci sto pensando seriamente.


così parlò groucho | 22:18 | commenti


mercoledì, aprile 09, 2008
 

Bamboccioni nel paese dei balocchi

Ogni tanto a qualcuno piace ravvivare il focherello della polemica scatenata dall'affermazione dell'allora ministro Padoa Schioppa sui giovani "bamboccioni". Ci riprova infatti anche l'Espresso di questa settimana, con una lettera aperta di una laureata in filosofia la quale a sua volta se la prende con un duro articolo di Pansa. Quest'ultimo, in modo forse provocatorio, aveva scritto un pezzo che conteneva sicuramente alcune verità, ma ne sottaceva altrettante.  Da parte mia, posso dare la mia testimonianza di "bamboccione pentito" e penso di poter sostenere a ragione le seguenti tesi:

- a fronte di giovani che si sbattono, una buona percentuale (forse maggioritaria) se la prende comoda, anche con la complicità di famiglie iperprotettive.

- Ci sono lauree assolutamente non competitive nel mondo del lavoro e che non portano a nessuna parte, se non supportate da voglia di riciclarsi e imparare nuove competenze (parlo di lauree come filosofia, scienze della comunicazione , salvaguardia dei beni culturali altre amenità create appositamente per sfornare disoccupati colti). Lo Stato le fa e le lascia così, appese al nulla, senza creare opportunità che possano non dico assorbirle, ma almeno giustificarle in parte.

- Il mondo della ricerca e dell'università in Italia è particolarmente blindato da baronati e concorsi pilotati.

- I concorsi pubblici sono spesso farse imbarazzanti a cui è umiliante sottoporsi per più di due o tre volte.

- Tra molti giovani c'è poca voglia  di cercare un lavoro anche a pochi chilometri da casa. Figuriamoci spostarsi all'estero e mettersi in gioco. A scopo esemplificativo, cito una parte di un annuncio comparso anche in rete di una donna che cercava "disperatamente" lavoro: "uniche condizioni che pongo: che sia a ... (sua città di origine che non cito) o dintorni e che sia a tempo indeterminato".  Invece a me piacerebbe lavorare sulla base luna per il CNR con trasferte sul pianeta terra pagate.

- Il sistema Italia ci mette del suo per rendere particolarmente dura la vita ai giovani che pure si sbattono per cercare un lavoro e sono disposti a fare sacrifici. Forse non sono moltissimi ma, vedendo come se la passano, gli altri certo non vengono incoraggiati a imitarli.

- C'è chi crede che per vivere bisogna per forza avere un appartamento in centro, auto o motorino, magari due cellulari e godersi l'happy hour con gli amici quando se ne ha voglia. E scusate, ma le vacanze estive e la settimana bianca dove li mettete? ...Ebbene, si può fare benissimo a meno di tutto ciò, credetemi. Oddio, che ho detto...

- Per il resto, accetto consigli e suggerimenti. Io da parte mia ho fatto la mia scelta e ho abbandonato il sistema Italia per vivere all'estero con moglie e figlia. Una fuga? Mah, chiamatela come volete. So solo che qui non guadagno certo molto, non ho la macchina (e non credo che l'avrò mai, ma qui i taxi non costano una fortuna come nel Belpaese e i mezzi nemmeno), ma ho un lavoro che amo e un contratto a tempo indeterminato grazie al quale sto acquistando un appartamento; c'è da dire che i prezzi degli immobili non sono paradossali e le banche non rapaci come in Italia. Ma mi sto accorgendo che sto dando troppe risposte implicite, e magari sarò tacciato di difendere i cosiddetti "bamboccioni" di Padoana Schioppica memoria.


così parlò groucho | 14:28 | commenti


martedì, marzo 04, 2008
 
Politica enigmistica

Trovate arduo districarvi nell'affascinante panorama politico italiano, in cui all'insegna del bipolarismo proliferano legioni di micropartitini che non si sa né da dove vengono né dove vogliono andare?
Niente paur
a: da oggi il settimanale "la politica enigmistica" vi aiuterà a risolvere i vostri dubbi. Vi anticipiamo alcuni dei suoi contenuti.

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Ferrando e Turigliatto: questi due partiti comunisti si distinguono per 4 piccoli particolari... quali?

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così parlò groucho | 23:18 | commenti (2)