...a forza di essere vento


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Per andare molto in alto o molto in basso, dove gli angeli sono più belli






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domenica, marzo 30, 2003
 

La legge del più... folle

Che bello far parte del mondo occidentale, civilizzato e democratico. Che bello poter essere arrogante, far valere la legge del più forte (dal momento che il più forte sono io) e imporre le MIE condizioni a tutti, amici nemici parenti e semplici conoscenti. Che bello controllare l'informazione, scegliere quali notizie diffondere e quali no, per non turbare la sensibilità di tutti i democratici civilizzati come me, ovvio, gli altri cazzi loro, se lo meritano. Che bello giocare a Risiko da solo, senza nemmeno tirare i dadi, e avere tante tante armate tutte per me e squadernarle sulla plancia dove mi pare e piace; e fregarmene dell'Onu (dell'Onu, ci pensate?) per non parlare delle cosiddette manifestazioni dei cosiddetti pacifisti (comunisti di merda, o traditori della patria, codardi), caricarle con i miei soldatini, che goduria, quasi meglio della battaglia vera! Che bello far parte di un popolo superiore, democratico e civile, venuto sulla terra per il benessere globale e la felicità di tutti gli altri popoli, e ingrati coloro che non rispettano la mia magnanimità, che non apprezzano i miei hamburger, le mie bombe e le mie multinazionali, le mie lezioni di democrazia dispensate a pieni cruise in tutto il globo terracqueo (cosa credete che abbia messo a fare al potere gente come Bin Laden o Saddam, se non per dimostrare POI quanto è bella la democrazia?). Che bello massacrare impumente indiani, giapponesi, vietnamiti, deportare milioni di negri del cazzo e schiavizzarli per qualche tempo, naturalmente solo per poi far capire loro quanto è bella la MIA democrazia... Che bello incoraggiare massacri a Timor Est, far salire al potere dittatori in Centro America, foraggiare i peggiori pezzi di merda assassini e criminali, delegare ad altri certi lavori sporchi, che, naturalmente, non posso permettermi di fare perché insomma devo sempre avere un look democratico, civile e rispettabile. Che bello sparacchiare a casaccio su aerei italiani sopra la Sicilia, tranciare per divertimento cavi di funivie, sempre impunemente, ci pensate? La mia vita è veramente meravigliosa, peccato che nessuno mi capisce.... tutti lì a puntarmi l'indice addosso, ingrati, invidiosi, cosa credono, di essere migliori di me? Eppure io senza la loro viltà, senza il loro supino servilismo comprato a miliardi di dollari, e piani Marshall, aiuti economici, e ricatti finanziari, ecco io senza questi miserabili che mi hanno da sempre assecondato sarei ben poco, o almeno non potrei permettermi di divertirmi così tanto... e dunque vi ringrazio, pidocchiosi che adesso mi latrate addosso, guardate come sono magnanima, vi ringrazio pure, accetto pure di portarvi in gita a prendere un tè nel deserto, anche se non a tutti, minchia. Vi ringrazio e vi invito a non guardare i nostri peccati, ma alla fede del nostro popolo, la fede nel progresso (delle armi) e della democrazia, per un mondo sempre più occidentalizzato, democratico e civile.


così parlò groucho | 22:12 | commenti (15)


venerdì, marzo 28, 2003
 

Un venerdì come tanti, il muezzin che srotola le sue preghiere dal minareto, il traffico più quieto nel dì di festa, la donzelletta che viene dal deserto (o è una profuga irachena?). Un venerdì come tanti, in una città del Medio Oriente, a qualche chilometro dai bombardamenti più "in" del momento (ma che ne è stato dei bulldozer israeliani che abbattono le cae dei palestinesi? Che ne è dell'Afghanistan, dove si è ripresa l'offensiva? E della Costa d'Avorio? E della Nigeria? Lunga la lista, stretta la via...).

Salam aleykum a tutti.


così parlò groucho | 12:07 | commenti (12)
 

Da Repubblica di oggi:

Marine "miracolato" ad Umm Qasr
Colpito quattro volte alla testa

Viene davvero il sospetto che dentro non ci sia niente...




così parlò groucho | 02:01 | commenti (1)


giovedì, marzo 27, 2003
 

....E gli uomini preferirono il buio alla luce

Mi sembra Pindaro, ma non ci giurerei


così parlò groucho | 00:16 | commenti (2)


martedì, marzo 25, 2003
 

Ci sono giorni

...di pioggia, di freddo e di fame, altrove, lontano da qui, o tanto vicino da non distinguerne i dettagli, chissà. Giorni aridi, come grosse crepe nel suolo riarso del nostro essere uomini sempre in bilico sulla nostra stessa umanità, sul sottile crinale che separa la ragione dall'istinto. Giorni di neve, candidi e innocenti, quando tutto sembra permeato di stupore infantile, uno stupore ormai perduto che affiora sempre più raramente. Giorni di sole, in cui pensare è una fatica, e vorremmo assaporare solo la gioia che in quei momenti ci invade, e renderla eterna. O giorni leggeri, sottili come filamenti, tele di ragno, sentieri diafani che si arrampicano in luoghi interiori che mai avremmo creduto di raggiungere, o di avere. E naturalmente giorni pesanti, grevi di fango che appesantisce i passi, e i pensieri, i gesti.  

Mi piacerebbe, come gli angeli del Cielo sopra Berlino, entrare nei pensieri delle persone, sapere quali giorni stanno passando in questo periodo, quanta luce o  quanta ombra portano con sé, quali perturbazioni ,tempeste interiori (e profondissima quiete, verrebbe da dire) cavalcano le loro menti in continuo turbinio, pensieri sottili come granelli di sabbia o impetuosi e fragorosi come cavalloni nel mare schiumante. Vorrei sapere tante cose che non potrò mai trovare sui libri, che nessun professore insegna, che nessuna pubblicità pubblicizza. Forse qui la mia ricerca sarà meno vana?


così parlò groucho | 22:27 | commenti (6)


lunedì, marzo 24, 2003
 

Degli uomini poca

è la forza, e vane sono le pene:

nella vita breve, fatica s'aggiunge a fatica;

e sovrasta la morte, che non si può fuggire.

----------------------------

Poiché sei uomo, non dire mai quel che accadrà

domani; e se vedi uno felice,

per quanto tempo lo sarà:

veloce è il mutamento, come neppure lo scarto

della mosca dalle ali distese.

Simonide di Luli, qualche millennio fa


così parlò groucho | 22:06 | commenti
 

Piove. Continua a fare freddo. Ho sonno. Ho ancora una mezza giornata di lavoro da sobbarcarmi. Ho fame ma non ho voglia di cucinare. Ho così tante cose da fare che la soluzione migliore sarebbe dormire tutto il resto del giorno, o seguire gli sviluppi della guerra su Al-Jazeera sorbendo caffè al cardamomo.

Non capita qualche volta anche a voi di essere così accidiosi e, diciamolo, rompicoglioni?


così parlò groucho | 13:55 | commenti (6)
 

Alcune comunicazioni di servizio. A quelli di Splinder e a tutti i blogghisti (si dirà così? Comunque è orrendo): perché ora visualizzo il mio blog solo se preceduto da www. (così come quello di Corvorosso)? Potevate avvertirci di questo cambiamento? E poi, quali migliorie dovrei notare dopo due giorni di black out (la vogliamo chiamare astinenza?)? Al tipo che ha il blog http://iloveamerica.splinder.it : perché non fai lasciare i commenti ai tuoi visitatori? Il tuo senso democratico è così affine al paese che difendi da rifiutare qualsiasi dibattito che possa metterti in difficoltà?

Basta, ho finito. Per ora.


così parlò groucho | 13:52 | commenti (2)


sabato, marzo 22, 2003
 

Confessione di Alonso Chisciano (I.Fossati)

Giro nel mio deserto e sto tranquillo
ho solo il vento per barriera
ah, che cavaliere triste
in realtà avevo dato il cuore
alla luna
e la luna l'ho barattata col temporale
e il temporale con un tempo ancor meno normale
e il tempo stesso con una spada
che mi accompagnasse
fuori dai confini di quello che è reale
 
e più mi accorgo di amare l'ignota destinazione
più a lungo sterpi e rovesci
non ritorno.
 
A me, a me, a me
una pazzia d'argento
al mio cavallo una pazzia di biada
ah, come hai potuto pensare
di cambiarci la strada
che se la morte è soltanto un mare
vedi, mi ci tuffo vestito
ahi, polvere delle mie strade
ahi, scintille del mio mare inaridito
come hai potuto pensare
di spogliarmi proprio adesso
giro nel mio deserto e fa lo stesso
per non scalfire il tuo senso morale
ma dentro
caro il mio ingegnoso narratore, dentro,
dentro è tutto un'altro carnevale.
Mi porto dietro latta, legni
l'antico arsenale
carambole di fantasmi io conservo,
conservo pezzi di temporale
le chiacchiere sul mercato
che vergogna, che spavento
la normalità eterna
risvegliarmi un'altra volta senza fiato
fra il pianto scemo del barbiere
e il sudore muto del curato
io qui vedo l'orizzonte
e faccio finta di accettare
le predizioni della scimmia che indovina
io, tirar di scherma con la grandine, le dame
ah, che compagnie infelici,
cavalieri di specchi, minestre di radici
dormo nella follia
e tutto il teatro con me.
Ma senti che odore di carta e incenso
da una parte ti dico grazie
e dall'altra continuo
solo e senza corpo
a scornarmi con il vento.

 


così parlò groucho | 13:05 | commenti (2)


venerdì, marzo 21, 2003
 
Poesie

Scrivo poco dopo il violentissimo bombardamento di Baghdad. E mentre osservo le immagini, penso alle parole di Bush: "Gli iracheni ci saranno riconoscenti". E: "portiamo la democrazia in Iraq". Che dire, non ho parole. E pensare che oggi sarebbe la Giornata mondiale della poesia. Ecco, se avete poesie da citare, commentare, consigliare, fate pure. Il mio spazio è vostro. Io, oggi, non ho parole. Solo, a corollario delle frasi di Bush citate qui sopra, mi viene in mente un verso, diventato ormai proverbiale: Timeo Danaos et dona ferentes. Temo i Greci (i conquistatori) anche quando portano doni. Virgilio, uno che delle guerre vedeva non solo la "gloria" dei vincitori, ma anche la disperazione e l'angoscia dei vinti.


così parlò groucho | 22:26 | commenti (3)
 
Tempeste

Damasco. Due giorni fa la mia prima tempesta di sabbia. Impressionante. Una luce accecante, soffusa, senza scampo d'ombra. Il sole, un bagliore lattiginoso nel vortice della sabbia. Il vento del deserto che entrava ovunque, nei vestiti, nella bocca, nei pensieri. E poi, d'improvviso, il canto del muezzin. Prima isolato, poi moltiplicato dai minareti che spuntano ovunque, in un gioco di rimandi acustici indescrivibile. La città sembra lievitare al suono cantinelante e lungo della preghiera, e al turbinio del vento sabbioso.

Poi, a nemmeno 48 ore di distanza, la tempesta umana, a poche centinaia di chilometri da qui. Osservo per le strade il traffico caotico di Damasco, e per la prima volta lo vedo come una gioiosa manifestazione di vita, in paragone al silenzio spettrale che deve regnare ora a Baghdad. Osservo gli anziani che giocano a scacchi o a taula'azzher (backgammon) fumando arghilè, e penso che altrove questi gesti quotidiani sono stati infranti, spezzati dal suono delle sirene, da missili venuti da così lontano da sembrare quasi irreali, ancora più assurdi nella loro fredda indifferenza. E mi chiedo: fino a quando? E chi sarà il prossimo?

così parlò groucho | 00:25 | commenti (5)


martedì, marzo 18, 2003
 

L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà: se ce n'è uno, è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio.
Italo Calvino, Le Città Invisibili



così parlò groucho | 23:55 | commenti (6)


lunedì, marzo 17, 2003
 
2003 anno dell'acqua. Significa che è l'ultimo anno che ce l'avremo?

così parlò groucho | 23:20 | commenti (1)
 
Oggi scade l'ultimatum degli Usa e dei loro scagnozzi all'Iraq (e all'Onu, il cui parere conta quasi quanto il mio, ormai...). Ieri, a Gaza, una pacifista americana di 23 anni è stata schiacciata da un bulldozer israeliano mentre si opponeva alla sistematica e quotidiana demolizione di case palestinesi. Schiacciata, capite. Domani, con tutta probabilità, inizierà una nuova guerra. Da sempre, in ogni parte del mondo altre guerre e altri tiranni altrettanto sanguinari vengono bellamente ignorati perché non c'è petrolio nei dintorni, né oro, né diamanti, niente. Solo persone che muoiono, diritti umani inesistenti, democrazie mai esistite. Ma chissenefrega. La cultura democratica occidentale deve dimostrare la sua superiorità, gli Usa la loro forza, schiacciando il nemico che viene dal deserto, con le sue armi terribili (made in Usa), con le sue case di fango, con la sua bellicosa popolazione martoriata da un embargo decennale (ma quei morti non contano, mica siamo stati noi...). Un adulto di un quintale che picchia un ragazzino polveroso. A casa mia questa si chiama vigliaccheria. Ma che grande popolo, che esempio di civiltà....che prova di forza straordinaria. Due le immagini che mi vengono in mente: quello che a Risiko attacca con 20 carri armati il paese confinante difeso da due. Giovanni di Aldo Giovanni e Giacomo che nel film "Tre uomini e una gamba" fa a braccio di ferro con un bambino ed esulta dopo aver vinto. Scegliete quella che vi sembra più adatta a rappresentare, come uno spot anti-propagandistico, questa parossisistica messa in scena a cui stiamo per assistere.


così parlò groucho | 12:52 | commenti (2)
 

Domenica 16 marzo, sul tardi

Canzone del giorno: "Stato di necessità" di Carmen Consoli. Piatto del giorno: gamberoni arrosto, in un ristorante fuori Damasco. Personaggio del giorno: le ragazze siriane vestite di primavera, i loro capelli odorosi delle spezie del suq. Il sogno: mio cugino, una strada che conosco ma non esiste, un posto assolato (mare cobalto. Casa mia?). La veglia: nel buio della camera, il canto del muezzin a mezzogiorno, i bambini che corrono sul marciapiedi. Suoni e buio, sogno o son desto? Calma. Ce n'è per tutti, nomadi e stanziali, stanchi e soddisfatti. Consiglio del giorno: mai fidarsi (di chi? fate voi). Pensiero del giorno: vedi al punto 3 bis.

Frase del giorno: ditemela voi.

così parlò groucho | 00:29 | commenti (3)


sabato, marzo 15, 2003
 
Ecco, in questi giorni di primavera, con l'aria tiepida a ristorare anima e corpo, i vestiti meno ingombranti addosso, le ragazze che fanno frusciare le prime gonne a fiori,  i tavolini all'aperto di nuovo affollati, ecco, in questi giorni, ripeto, il mondo sembra davvero un posto meraviglioso dove vivere.

Basta non accendere la televisione, la radio, internet, e collegarsi sui notiziari.

Ma come si può volere una guerra in primavera!?


così parlò groucho | 22:52 | commenti (3)
 
A volte non vi sentite di troppo, non dico estranei (quello sempre, che c'entra), ma proprio di troppo, incomprensibilmente non sapete più fare quello che fate da una vita, non sapete più lavorare, non sapete più lavarvi i denti, salutare le persone...   siete di troppo al lavoro, per la strada verso casa, al semaforo rosso incolonnato nel traffico del tardo pomeriggio. Ovunque.  Tutto quello che vorreste è vivere come tra parentesi, un inciso nella trama incessante della quotidianità. Una nota a pié di pagina, una chiosa ai lati del testo. Essere dentro e fuori allo stesso tempo, insomma.

Non vi è mai capitato? Davvero? Oddio, allora sto proprio male.


così parlò groucho | 00:34 | commenti (15)


venerdì, marzo 14, 2003
 

Ultimamente ripenso spesso ad una affermazione di un caro amico, secondo il quale viviamo in un paradosso: infatti, proprio nell'epoca in cui i mezzi di comunicazione sono al loro apice di potenzialità (tv, radio, internet, questi stessi blog), sappiamo sempre meno di quanto succede al mondo, o meglio ne abbiamo una ricezione multifiltrata, indiretta. Metanotizie, immagini smerigliate. O, peggio ancora, solo ciò che vogliono farci sapere, spesso una minima parte di ciò che è accaduto veramente.

La frase di quell'amico mi ha evocato l'immagine della caverna di Platone, con gli uomini che credono di vedere la realtà e invece si tratta solo delle ombre proiettate sul muro.

Incredibile come in più di 2000 anni non sia cambiato poi molto.

Ecco perché Platone è sempre attuale. Perché non torniamo a leggerlo, invece di incazzarci vedendo Porta a porta o leggendo gli articoli dei nostri giornalisti prezzolati sui quotidiani proprietà di questo o quell'altro magnate (magnete?).

Magari potremmo avvicinarci di più alla verità, chissà....


così parlò groucho | 10:51 | commenti
 
Leggo, copio e incollo da un articolo su Repubblica.it che riporta l'intervento di Veronica Lario, alias signora Berlusconi, in un dibattito voluto da MicroMega sulla guerra in Iraq.
"Mi pare - dice riferendosi a un intervento di don Giussani di qualche gionro fa - che don Giussani voglia quasi mettere in guardia dallo scendere in piazza, come se il movimento pacifista potesse scatenare nuovo odio. Credo invece - aggiunge - che chi scende in piazza ha deciso di cercare una risposta al proprio turbamento, condividendolo con gli altri. Io singolo, solo, - continua Veronica Lario - posso provare un disagio senza risposte, ma se scendo in piazza, nel confronto con gli altri, su quel mio disagio, posso anche costruire qualche certezza".
"Queste manifestazioni - insiste la moglie del premier - meritano rispetto: se non ci fossero, sarebbe il deserto spirituale, una pietrificazione generale". "Ciascuno solo, nella sua stanza, nella sua casa, magari con un'idea brillante in testa, - conclude Veronica Lario - ma senza alcuna capacità di comunicarla. Sarebbe la pietrificazione delle coscienze".

Ora, la domanda è: che ci sta a fare una così con Berlusconi?


così parlò groucho | 00:40 | commenti (2)


giovedì, marzo 13, 2003
 
Ma è possibile che nessuno - NESSUNO (giornalista, testata, telegiornale che sia) - si chiede DA DOVE vengono le armi di Saddam, DA CHI le ha comprate, e PERCHE'. Perché nessuno fa una di quelle belle cronistorie (fatte solo quando fa comodo, e nel modo in cui fa comodo) sull'ascesa al potere di Saddam, i genocidi da lui commessi con la complicità americana e occidentale in generale, i suoi rapporti con i servizi segreti Usa, il suo arsenale bellico per il quale Blair e Bush hanno ancora le fatture (eccole, le loro prove inconfutabili)....

Lo so, chiedo troppo. Del resto cosa possiamo aspettarci da un paese che ha edificato la sua esistenza su un eccidio dei nativi (i cosiddetti indiani), si è ingrassato grazie allo schiavismo, ha celebrato la sua potenza con due (due) atomiche per le quali nessun tribunale internazionale ha potuto dire niente (tutti troppo impegnati a Norimberga), rifiuta ogni trattato internazionale che potrebbe in qualche modo nuocergli, si pone al di sopra di ogni accordo tra Stati, e solo in Italia, tra Ustica e Cermis, ha ucciso impunemente centinaia di innocenti (per non parlare di tanti altri episodi simili in ogni parte del mondo dove c'è una base americana...). Sono antiamericano? Di questa America sì, e non vedo perché non dovrei esserlo. E anche questo dividere in maniera manichea le opinioni, (tu sei antiamericano, filosaddam, filocomunista, ecc.) è veramente il deleterio prodotto di una mentalità importata da oltreoceano che taglia a fette gli argomenti, non li analizza, non vuole pensare né far pensare. Chiedete ad un qualsiasi americano pensante cosa ne è dell'opinione pubblica statunitense.


così parlò groucho | 12:58 | commenti
 
Molti di voi lo sapranno, ma lo dico lo stesso: è tornato Cat Stevens, sì, quello di Father & Son e di Wild World. Ora si fa chiamare Yusuf Islam, è evidentemente diventato musulmano e ha un suo sito, www.yusufislam.org.uk dove potete scaricare la sua ultima registrazione, un rifacimento di un vecchio pezzo, Peace Train, che ha voluto cantare di nuovo per far sentire, nel vero senso del termine, la propria voce in opposizione alla probabile guerra in Iraq. Nel sito ci sono anche immagini del "vecchio" (o meglio del giovane) Cat Stevens, con biografia e quant'altro.

così parlò groucho | 00:16 | commenti


martedì, marzo 11, 2003
 
Che dite, ci vado o no in Tibet la prossima estate?

così parlò groucho | 22:53 | commenti (2)
 
Anatomia dell'irrequietezza. Mi viene in mente il nostro nomadismo per la rete, alla ricerca di nuovi incontri, di informazioni, di immagini. Siamo viaggiatori perennemente in partenza e in arrivo, irrequieti e curiosi, viaggiamo da soli ma non ci sentiamo soli, puntiamo il dito sul mouse come da bambini sul mappamondo, e partiamo. Vaghiamo in uno spazio impalpabile ma reale, in una geografia tutta nostra, che noi stessi possiamo contribuire a tracciare, ma senza confini, senza bandiere, babelica e meravigliosa....

Fermati, passante, e leggi, e traccia un segno della tua presenza qui. Lascia un'impronta, un calco del tuo passaggio. Qui siamo tutti pellegrini, come te. Tutti nomadi, viaggiatori plasmati dal viaggio, tra oasi in cui sostiamo per un attimo, lasciamo la testimonianza del nostro peregrinare e poi ripartiamo. Buon vaggio a tutti, irrequieti della rete.


così parlò groucho | 12:01 | commenti (2)


lunedì, marzo 10, 2003
 
Basta con le parole al vento, d'accordissimo. Ma non scordiamoci che il vento è capace di sradicare alberi, scoperchiare case, trascinare via impurità; o carezzare come brezza, portarci gli odori della primavera, le grida di chi è lontano... Facciamo diventare quindi questo vento un turbine intelligente, cavalchiamo sulle sue ali sorvolando le perturbazioni umane in continuo movimento, le migrazioni, le fughe, le diaspore, gli esilii, le partenze, gli addii...

Come il vento le parole sono capaci di forza e dolcezza, e possono andare lontano, pur essendo invisibili. Non pensate che le analogie siano abbastanza per cominciare a soffiare, a volare in alto - o molto in basso, dove... ma questo già lo sapete.


così parlò groucho | 23:30 | commenti