| ...a forza di essere vento | ||||
about Per andare molto in alto o molto in basso, dove gli angeli sono più belli Questo blog è tra i promotori dell'iniziativa Turn off Pechino 2008: Solidarietà alle popolazioni della Birmania del Tibet Usare con cautela mdominici1@virgilio.it I blog che consiglio » Il mio blog sul Buddismo » visitate anche il saggio blog di mio padre (ciao, pa') » la "tribù" di Pennarossa per un futuro che ci assomigli di più » Diario irresistibile di un dj in Grecia » Latino lingua morta, ma vivissima nel mondo blog... » il primo blog dantesco » Lia, l'harem, il Medio Oriente » Lady of War » S'i fosse foco Cose che faccio nell'ambito della didattica dell'italiano a stranieri: » 10 racconti » 11 racconti » Traffico in centro » Un giorno diverso » Il sosia altri link Quando due blog non bastano: ecco dove scrivo delle mie peregrinazioni nel Mediterraneo » Tra Damasco e Atene Scribacchio talvolta anche sulla rivista online »"Sacripante" Parlando di cose serie... » Amnesty » Medici senza frontiere » Diario » Splinder Blog.it blog archivio oggi giugno 2009 maggio 2009 ottobre 2008 agosto 2008 maggio 2008 aprile 2008 marzo 2008 febbraio 2008 gennaio 2008 novembre 2007 ottobre 2007 settembre 2007 agosto 2007 febbraio 2007 dicembre 2006 ottobre 2006 agosto 2006 maggio 2006 aprile 2006 marzo 2006 febbraio 2006 gennaio 2006 dicembre 2005 agosto 2005 luglio 2005 giugno 2005 aprile 2005 marzo 2005 febbraio 2005 gennaio 2005 dicembre 2004 novembre 2004 ottobre 2004 settembre 2004 agosto 2004 luglio 2004 giugno 2004 maggio 2004 aprile 2004 marzo 2004 febbraio 2004 gennaio 2004 dicembre 2003 novembre 2003 ottobre 2003 settembre 2003 agosto 2003 luglio 2003 giugno 2003 maggio 2003 aprile 2003 marzo 2003 Siete stati qui in *loading* Grazie! |
giovedì, aprile 29, 2004 Invito alla complessità Lo so, è facile semplificare le cose. Il manicheismo è rassicurante, e così semplice: i buoni di qua, i cattivi di là. Bianco e nero, rosso o nero, fedele o infedele. Nessun dubbio, nessuna necessità di averne. Molto semplice, e rassicurante. E questo nonostante la realtà, soprattutto da quindici anni a questa parte, ci abbia insegnato che le categorie mentali sono, appunto, solo tali e non concrete, a fronte di una complessità molto più articolata e complessa che ci abbraccia ogni giorno con mille tentacoli ognuno diverso, ognuno proveniente da una direzione, ma che noi caparbiamente facciamo derivare da una semplice creatura, mostruosa, gigantesca, crudele. Una creatura sola, unica. E soprattutto, una creatura "altra", lontana: il nemico, l'estraneo, quello che non è come noi. Lì è il male, qui il bene. I tentacoli, si sa, fanno paura, e terrorizzati dalla sua stretta siamo poco propensi a cavillare, cercare di capire da dove vengano davvero quelle appendici mostruose che ci stritolano, quali ne sono le ragioni, le cause e soprattutto le radici. Meglio cercare nella nostra rassicurante certezza di una volta, perché chi ha paura non riesce a pensare troppo, è inutile pensare quando il pericolo è alle porte, anzi è già qui, è già entrato, è già tra noi. La certezza è sempre una sensazione rassicurante, e per raggiungerla in fretta basta porre dei limiti alla ricerca della verità. Verità che non è mai semplice, né rassicurante. Tutti ci vogliono dare una spiegazione plausibile, e soprattutto semplice e rassicurante, di ciò che accade. Far tornare i conti, nell'economia fratta e frattale dell'esistenza, non è come fare somme elementari, scrivere cifre alla lavagna e poi cancellarle con un gesto se sbagliate, se abbiamo fatto un piccolo sbaglio. Ma i conti non tornano, la bussola spesso non basta, e il Nord non è detto sia la direzione giusta. Soprattutto se stiamo andando verso Sud. Se abbiamo la febbre, ma ci costruiscono termometri che non funzionano. Se ricerchiamo a forza la semplicità in ciò che è complesso, e maledettamente complicato da capire, a meno di non andare a scavare, di tornare alle radici, alle fondamenta. Ma scavare, si sa, è faticoso. E allora è molto più facile ricorrere agli slogan, agli stereotipi, alle bandiere (massima e più fallace semplificazione: tre colori, due, o addirittura solo uno per riassumere il concetto di Stato, di popolo, di Costituzione, di storia), di qualsiasi colore esse siano. Un invito a tutti, anche se cadrà nel vuoto (ma devo pur sfogarmi): non cadiamo nella semplificazione, soprattutto ora: accogliamo la complessità, non abbiamone paura, ne siamo parte anche noi, è parte di noi. Non arrendiamoci ai facili manicheismi, perché nessuno è innocente, nous tous des assassins, come diceva un bellssimo film di qualche decennio fa. così parlò groucho |
08:50 | commenti (3)
giovedì, aprile 15, 2004 Fiumi Osservo le vene umane, come si arrampicano per il braccio, avvolgono i polsi, sinuose si attorcono al nostro corpo e lo nutrono. L'immagine d'improvviso si sovrappone a quelle di un vaggio aereo a 11.000 metri, sopra l'immensa distesa dell'Asia centrale. Montagne del Sagan. Un'alba sul nulla. Te Non è passato poi troppo tempo da quando ho scoperto che, appoggiando una conchiglia all'orecchio, non è il mare che sento. Sono loro, i miei fiumi. così parlò groucho |
13:11 | commenti (3)
lunedì, aprile 05, 2004 Dune Le vedo tornando a casa, quando è nitido, e non c'è foschia. Come oggi. I colori esultano, saltano sulla tavolozza del campo visivo con una gioiosa luminosità, e anche se ormai sto qui da più di un anno, mi incanto ancora a guardare il contrasto tra l'azzurro intenso del cielo e l'incarnato ocra delle colline. Anzi, in primavera questo strano deserto siriano, scabro di terra dura, si copre di un leggero strato di verde, come l'adolescente scopre la prima peluria sulle guance. E io mi avvolgo in queste pieghe della terra, sento il cielo solleticare i capelli, mi immagino correre per quelle colline solitarie senza meta, come l'ombra di una nuvola che non cerca pioggia né si vanta di temporali, solo naviga il cielo ammirando la propria ombra sul deserto come chi si specchia, e si diverte a non riconoscersi. La mia forma è volubile e fantasiosa, imita uomini e cose, i suoni degli animali più strani e le grida d'odio e d'amore, tutto si fonde e si confonde in questo viaggio immaginario, in questa proiezione astratta di me-nuvola, ombra di nuvola, ombra di uomo, che percorre il cielo e le colline contemporaneamente, sogno e sognatore che si perde nel prorio corpo astratto. Le dune mi sollevano e poi placano i miei sogni con il loro ritmo sinuoso e quieto, eppure mai domo. Sono sempre lì, risalgono dolcemente per poi declinare di nuovo, in una perenne immobilità che fa muovere la mente, e intorno a cui tutto si muove: nuvole, uccelli, granelli alzati dal vento, pensieri e desideri dalla città, anch'essa apparentemente immobile, poco lontana da qui. Tutto brulica e fermenta, in silenzio, lentamente. Scaglie minuscole di pelle ci lasciano ogni giorno, attimo dopo attimo, il pulviscolo che ci circonda siamo noi, o meglio ciò che eravamo fino ad un istante fa, eppure non siamo più. Nell'infinitesimale mondo delle nostre spoglie quotidiane, anche noi - apparentemente gli stessi, come ieri, come domani - formiamo dune, deserti, vortici, bufere... così parlò groucho |
21:44 | commenti (8)
|