| ...a forza di essere vento | ||||
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sabato, settembre 11, 2004 Il nuovo secolo iniziò due anni fa Piaccia "L'11 settembre non è stata una tragedia americana, è stata una tragedia umana. Una tragedia non solo per le persone che sono morte qui negli Stati Uniti, ma anche per tutti gli innocenti uccisi in seguito alla reazione americana a quell'attacco. E' stata una tragedia per lo spirito umano, a prescindere dalla nazionalità, dalla religione o da qualsiasi altra differenza. Secondo il Congresso l'11 settembre dovrebbe essere Giornata della patria; dichiaro invece l'11 settembre Giornata internazionale del "basta". Basta con le uccisioni. Non ricordiamo solo le vittime degli aerei che si sono schiantati negli USA, ma anche quelle degli attentati alle ambasciate in Kenya e in Tanzania nel 1998. E poi tutti gli israeliani uccisi dai kamikaze palestinesi e tutti i palestinesi uccisi dalle truppe israeliane. E le persone innocenti assassinate dalla Union carbide a Bhopal, in India nel 1984. E tanti, tanti altri: i genocidi in Africa e i morti per fame in conseguenza di maledetti giochi politici; le vittime dell'Olocausto e quelle del bombardamento di Dresda, i civili trucidati nel massacro di Mai Lai in Vietnam e i cittadini di Grozny rasa al suolo. Invece di sventolare la bandiera di una nazione e di pensare solo ai propri morti, facciamo che l'11 settembre diventi il giorno per ricordare tutte le persone morte per eseigenze politiche di qualcun altro, tutte le atrocità commesse in nome del nazionalismo o della religione, o in nome di frontiere artificiali, e diciamo basta. Noi americani dovremmo osservare l'11 settembre come il giorno in cui gli incubi con i quali in tutto il mondo esseri umani convivono da decenni si sono abbattuti pesantemente sulla costa orientale degli Stati Uniti. Dobbiamo considerarlo per quello che è: il giorno in cui l'America ha sperimentato direttamente l'orrore che risuona come un campanello su tutto il pianeta, dal Sud America al Medio Oriente alla Micronesia. Non ci dovrebbero essere Giornate della patria, giornate per sottolineare ancora una volta che siamo diversi, ma per comprendere che in quel giorno ci siamo ricollegati alla razza umana in senso molto più profondo e basilare, attraverso il dolore; dovremmo capire come il nostro dolore sia specchio e riflesso del dolore di tanti altri, e ci aiuti per comprenderlo meglio, ed evitarlo in futuro". Allego anche un articolo di Severgnini (come fa O-Nami, e altri) che penso valga la pena di leggere. così parlò groucho |
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sabato, settembre 04, 2004 Orrore senza se e senza ma La mia felicità individua così parlò groucho |
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