| ...a forza di essere vento | ||||
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venerdì, gennaio 28, 2005 Le città morte*
Abbandonate dagli uomini le abita il tempo che di ogni pietra ha fatto la sua dimora; gli arabi, per i quali niente è definitivo, le chiamano “le città dormienti” chissà che un giorno si sveglino e tornino a vivere, inscia’allah.
Tra scabre colline che non conoscono tempo - da quando abita quelle città ha abbandonato il resto alla natura - si levano archi e finestre cieche dove il vento passa ululando (o forse cani affamati, che indugiano ancora dove è vano cercare, i cani ingannati da quelle case sopite)
Le chiamano “città dormienti” e anch’io preferisco vederle così, adagiate tra ricordo e miraggio: la morte non appartiene a queste pietre dove ogni secolo ha una sua stanza.
Camminando tra quelle mura siamo noi i morenti, e il tempo ci scansa.
* Le “città morte” sono quanto di più bello si possa visitare in Siria. Abbandonate misteriosamente nel corso del V sec. d. C., alcune di queste città, di cui nessuno conosce il numero esatto, è ancora miracolosamente integra, e incredibilmente suggestiva.
così parlò groucho |
21:59 | commenti (3)
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