...a forza di essere vento


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venerdì, dicembre 01, 2006
 

Il primo dell'ultimo (ovvero, la sostenibile fatica di salire)

Ultimo mese dell'anno. Un anno vissuto davvero con intensità. Un inizio critico, primi mesi che chiamarli difficili è poco, quando davvero il dole Remi in confronto a me sembrava Rockerduck. Poi, con pazienza, senza mai lasciarsi prendere dal panico o dallo sconforto, con una serenità che ha stupito me stesso per primo, ho ritessuto da capo la trama, consapevole che c'era un ordito dietro tutto, per quanto difficile da individuare. C'era, infatti. Poco oltre la metà dell'anno ero già in tutt'altra situazione, e per la prima volta nella mia vita (a 38 anni) firmavo un contratto di lavoro che non fosse temporaneo, co.co.co o altre vili trovate per evitare che le persone possano avere una vita che possa definirsi normale. Certo, dovevo affrontare un nuovo, ennesimo inizio, ancora in un paese straniero, ricominciare molte cose da capo, ma è anche vero che gli inizi sono meglio degli epiloghi, hai più entusiasmo e voglia di fare; è bello pensare che la vita sia piena di inizi, e io ormai la vivo sempre così.

Giunto all'ultimo mese di quest'anno molto intenso, mi sento come chi ha raggiunto un punto panoramico dopo tanta salita nel buio e nell'oscurità. E' bello vedere la luce, il sole, il paesaggio che si distende davanti a nostri occhi. Ma la vetta è lontana, e da lì il panorama sarà ancora più meraviglioso. L'importante è non avere fretta di arrivarci e godersi da ora in poi anche ciò che di bello offrirà il cammino: odore di resina sui tronchi dei pini, i frutti dolci del bosco, l'aria salubre d'altura. Certo, non mancheranno i crepacci e i pericoli, ma fa parte di un gioco che ormai conosciamo sempre meglio. Buona salita a tutti.


così parlò groucho | 08:43 | commenti (1)