| ...a forza di essere vento | ||||
about Per andare molto in alto o molto in basso, dove gli angeli sono più belli Questo blog è tra i promotori dell'iniziativa Turn off Pechino 2008: Solidarietà alle popolazioni della Birmania del Tibet Usare con cautela mdominici1@virgilio.it I blog che consiglio » Il mio blog sul Buddismo » visitate anche il saggio blog di mio padre (ciao, pa') » la "tribù" di Pennarossa per un futuro che ci assomigli di più » Diario irresistibile di un dj in Grecia » Latino lingua morta, ma vivissima nel mondo blog... » il primo blog dantesco » Lia, l'harem, il Medio Oriente » Lady of War » S'i fosse foco Cose che faccio nell'ambito della didattica dell'italiano a stranieri: » 10 racconti » 11 racconti » Traffico in centro » Un giorno diverso » Il sosia altri link Quando due blog non bastano: ecco dove scrivo delle mie peregrinazioni nel Mediterraneo » Tra Damasco e Atene Scribacchio talvolta anche sulla rivista online »"Sacripante" Parlando di cose serie... » Amnesty » Medici senza frontiere » Diario » Splinder Blog.it blog archivio giugno 2009 maggio 2009 ottobre 2008 agosto 2008 maggio 2008 aprile 2008 marzo 2008 febbraio 2008 gennaio 2008 novembre 2007 ottobre 2007 settembre 2007 agosto 2007 febbraio 2007 dicembre 2006 ottobre 2006 agosto 2006 maggio 2006 aprile 2006 marzo 2006 febbraio 2006 gennaio 2006 dicembre 2005 agosto 2005 luglio 2005 giugno 2005 aprile 2005 marzo 2005 febbraio 2005 gennaio 2005 dicembre 2004 novembre 2004 ottobre 2004 settembre 2004 agosto 2004 luglio 2004 giugno 2004 maggio 2004 aprile 2004 marzo 2004 febbraio 2004 gennaio 2004 dicembre 2003 novembre 2003 ottobre 2003 settembre 2003 agosto 2003 luglio 2003 giugno 2003 maggio 2003 aprile 2003 marzo 2003 Siete stati qui in *loading* Grazie! |
martedì, ottobre 14, 2008 L'alba di Socrate Non c’è niente da fare. Quando mi capita di svegliarmi intorno alle 5-6 di mattina non riesco più a prendere sonno. Tanto vale alzarsi alla tenue luce dell’aurora e iniziare il rituale che contraddistingue ogni giornata: lavarsi, vestirsi, il caffè. L’alba però non merita di essere trattata come un’ora qualsiasi. Decido perciò di uscire. Il cielo di Atene promette azzurro come sempre, e l’aria fresca e pulita delle prime luci del giorno è qualcosa di così raro e prezioso, in una metropoli asfissiata dal caldo e dallo smog, che la sveglia anticipata si rivela l’unica occasione per scoprire una città diversa da quella che cammino quotidianamente. Eccomi quindi a passeggiare sotto il cielo rosato dell’alba con il naso all’insù, alle insegne ancora spente di negozi, botteghe, farmacie in un’Atene moderna che apparentemente ha ormai poco o niente a che fare con quella di Pericle. Non è però difficile trovare l’insegna di un macellaio che si chiama Achille, o un gommista di nome Odisseo. Ma niente cavalli di Troia o natali semidivini. Solo nomi. Capaci però ancora di emanare un alone fascinoso e di far riecheggiare per un attimo il vociare concitato durante le assemblee della prima democrazia che il mondo abbia mai conosciuto, il polveroso tramestio di sandali e tuniche, gli applausi del pubblico alla prima dell’Antigone di Sofocle. Non è però gli edifici che bisogna interrogare, ma le colline tutt’intorno Atene; osservandole, mi è possibile tornare indietro nel tempo e, in quest’alba insonne, trastullarmi con l’idea che più di 2000 anni fa anche Platone, o Aristotele, avranno visto il profilo dell’Imetto appena sfiorato dai primi raggi di sole e sentito il canto delle cicale alzarsi e diffondersi a poco a poco. Chissà, forse l’ultima alba di Socrate prima di bere la cicuta fu così, un addio a colori e a suoni tanto familiari e banalmente quotidiani da sembrare ora commoventi, unici. L’alba di Socrate si ripete ogni giorno, da millenni. Basta saperlo, e assaporarla. Questo racconto è stato inserito nell'e-book realizzato da Rizzoli (e scaricabile qui) che contiene i 240 racconti più votati nell'ambito dell'iniziativa "Italians, una giornata nel mondo". Grazie a tutti coloro che mi hanno supportato. così parlò groucho |
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